Testare un alimentatore ATX: voltaggi e tolleranze

L’alimentatore di un PC è un elemento spesso sottovalutato e considerato in modo marginale rispetto a tutti i componenti che compongono l’intero computer: molti utenti non ne valutano approfonditamente le sue funzioni rispetto a quanto fanno per scheda madre, CPU e GPU; al contrario il suo ruolo è da considerare fondamentale.

Molti utenti di fascia entusiast e/o gamers tendono ad investire budget elevati alla ricerca di performance elevate e, giunti alla scelta dell’alimentatore, optano per modelli dalle scarse qualità costruttive, lasciandosi influenzare soprattutto dalla potenza erogata in Watt e dai costi, convinti che non abbia senso investire cifre di denaro elevate per esso: viene meno la considerazione che l’intera macchina poggia tutte le proprie attività e le proprie risorse su di una corretta alimentazione di corrente.

Il ruolo principale di questo elemento è quello di prelevare la tensione fornita dalla rete (220/240 Volt) e riportarla ai valori necessari al funzionamento di tutti i componenti che richiedono alimentazione (12V, 5V, 3,3V), fornendo poi l’energia necessaria, ovvero gli amperaggi. Qualora sia erogata una tensione anomala ne possono conseguire dei danni fisici ai singoli elementi che compongono il sistema oppure se il problema riguarda gli ampere forniti possono manifestarsi improvvisi blocchi/spegnimenti del sistema, nonché la rottura dell’alimentatore con eventuale. Semplice: tutto ciò che si trova attaccato sopra (la vostra scheda madre pagata qualche fantastilione, e in rari casi anche la GPU) va a puttane. Non vi riempirò di consigli per gli acquisti, ma è chiaro che essere avidi sull’alimentatore significa esser stupidi.

Qualora il PC non dia alcun segno di vita oppure manifesti improvvisi riavvii, è corretta consuetudine controllare i componenti uno per uno a partire da quelli chiave. Se la scheda madre non genera nessun suono (BEEP Code), molto probabilmente è irrimediabilmente danneggiata. Una delle maggiori cause di questi inconvenienti può derivare da un alimentatore malfunzionante.

Per verificare il corretto funzionamento delle singole uscite degli alimentatori, si possono utilizzare appositi tester presenti in commercio oppure gli utenti maggiormente esperti possono avvalersi di un classico tester da elettricista insieme ad un semplice interruttore.

Lindy – Tester per Alimentatori ATX con Display LCD (no. 43058)

Questo tester è in grado di verificare se un alimentatore ATX funziona regolarmente e quali tensioni eroga per i singoli voltaggi. Le informazioni vengono restituite e visualizzate sul display LCD con una precisione nell’ordine del decimo di Volt e, qualora venga individuato un problema all’alimentatore, il tester emette anche un segnale acustico di avviso anomalia.

Specifiche tecniche:
  • Monitor LCD
  • Tensioni testabili: +12V / -12V / +5V / -5V / +3V / -3V /  5V Stand By / 12V Power Good (PG)
  • Connettori: ATX 20/24 Pin, ATX 12V 4 Pin, EATX/EPS 12V 8 Pin, Molex 4 Pin, PCI-Express 6 Pin, Sata Power, Floppy Power
  • Precisione di lettura: ± 0,1V
  • Avviso sonoro in caso di bassa tensione o di sovratensioni
  • Struttura in alluminio
Tester elettrico per circuiti elettrici (Solo utenti esperti)

Per effettuare i test sull’alimentatore possiamo anche avvalerci di un tradizionale tester per circuiti elettrici: questo sistema può essere anche maggiormente preciso in virtù della precisione di misurazione del dispositivo che si utilizzerà. Ovviamente questo metodo è rivolto ad utenti maggiormente esperti; infatti è sempre importante e da non dimenticare, che si sta operando con apparati elettrici, pertanto vanno attese tutte le precauzioni del caso.

L’alimentatore deve essere preparato con tutti i connettori liberi ed inizialmente disconnesso dalla rete elettrica (praticamente come se fosse appena stato prelevato dalla sua confezione originale).

Con un interruttore da 12V, due cavetti elettrici e due capicorda si realizzerà un semplice circuito indispensabile per poter rendere avviabile l’alimentatore in assenza della classica connessione alla scheda madre e del relativo pulsante di accensione presente sul case. Le due estremità dovranno essere collegate a due specifici PIN presenti sul connettore 20/24 come illustrato dallo schema: questo permette di poter gestire a piacimento l’impulso di accensione e spegnimento del dispositivo.

Alcuni siti propongono semplicemente di cortocircuitare i precedenti PIN con uno spezzone di cavo elettrico oppure con una graffetta metallica: il primo metodo è percorribile da un utente esperto; il secondo, invece, è fortemente sconsigliato vista l’assenza di ogni isolamento…

Utilizzando il classico tester da elettricista potranno essere verificate le tensioni disponibili per ogni connettore e verificare che esse siano ricomprese entro il range ottimale per il corretto funzionamento dei vari componenti collegati. Si raccomanda di impostare correttamente il selettore nel pannello del tester, ovvero di regolarlo per misurazioni in DC o CC (es. 20DC).

Conclusioni

Entrambe le verifiche non contemplano verifiche gli ampere erogabili dai singoli connettori, eventuali malfunzionamenti legati ad un carico eccessivo su di una linea sono rintracciabili visionando la targhetta riconoscitiva apposta sull’alimentatore che riporta gli ampere ed i watt massimi erogabili: verificare tali valori rispetto alla componentistica connessa.

Di norma le tensioni reali erogate in uscita differiscono dai valori ottimali dichiarati, sono ammesse variazioni entro un range di tolleranza stabilito da Intel nelle specifiche ATX (alimentatori dalle eccellenti qualità costruttive lavorano con tolleranze molto ridotte portando la tolleranza entro il ±3%):2013.05.13-03

Quality Control Approved

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