Fotografia HDR

La fotografia HDR, acronimo di High Dynamic Range (Elevata Gamma Dinamica), ci offre la possibilità di ottenere un’immagine in grado di contenere un intervallo di valori di luminosità molto più ampio rispetto a quanto normalmente restituito da un tradizionale scatto digitale.

Il principio fondamentale è l’acquisizione e la conseguente restituzione di un maggiore numero di informazioni rispetto ad una fotografia scattata in modo tradizionale: in particolare si ricercano dati per quelle zone sovraesposte (aree molto luminose, tendenti al bianco) e sottoesposte (aree molto scure, tendenti al nero) normalmente presenti negli scatti tradizionali.

Una fotografia HDR risultera priva di zone buie o con eccessi di bianco, tutto a favore di una maggiore resa cromatica e conseguentemente di un’immagine più ricca di dettagli.

La tecnica fotografica vera e propria si basa sull’esecuzione, per una determinata scena, di una sequenza di scatti (minimo 3) effettuati con differenti tempi di esposizione, ma a parità di apertura del diaframma. Tale procedimento permette di memorizzare su differenti e singoli files informazioni circa le aree altrimenti sovra e sottoesposte.

L’esposimetro della macchina calcolerà un proprio tempo ottimale (t) al quale seguiranno gli ulterioni scatti eseguiti con delle variazioni del tempo di posa. Tecnicamente si indicano con il termine “+/- stop”, ad esempio la dicitura “+/- 1 stop” corrisponde a raddoppiare e dimezzare il valore del tempo di scatto ottimale (t), riassumendo:

1° scatto:     t          1/250     (0 stop)           scatto ottimale

2° scatto:     t/2     1/500     (-1 stop)          scatto sottoesposto (ricerca di informazioni per le aree scure)

3° scatto:     t*2     1/125      (+1 stop)         scatto sovraesposto (ricerca di informazioni per le aree luminose)

 

LO SCATTO FOTOGRAFICO

Per ottenere queste immagini è possibile operare in due differenti modi:

  • Funzione esposizione Manuale

Viene impostata una determinata apertura di diaframma e si effettua una serie di scatti regolandone i tempi di esposizione. Tale sistema permette di ottenere dei files che registrano la medesima scena con una notevole variazione della luminosità: nell’insieme si otterrà un insieme di informazioni molto ampio.

Pertanto è decisamente consigliato l’utilizzo di un treppiede onde eliminare i successivi problemi di allineamento dei singoli fotogrammi.

  • Funzione Bracketing

Si tratta di una funzione presente principalmente nelle apparecchiature digitali compatte di fascia alta e nelle reflex: consente tramite un menu di impostare automaticamente una sequenza rapida di scatti con differenti esposizioni.

A seconda dei modelli per accedere alla modalità “Priorità dei diaframmi” si incontreranno differenti sigle: AV (Canon, Pentax), A (Nikon, Sony). Dal menu della fotocamera (fare riferimento al manuale d’uso) attiviamo ed utilizziamo la funzione di AEB (Auto Exposure Bracketing) impostando l’intervallo AEB partendo almeno dal valore “+/- 1 stop”.

Elementi in movimento, come l’acqua, oggetti mossi dal vento, le persone, le auto, le moto e così via, non hanno una buona compatibilità con questo metodo fotografico. Il loro spostamento all’interno dell’inquadratura, renderà la posizione di tali elementi non sovrapponibile nei vari scatti effettuati. Pertanto sono necessari soggetti se non perfettamente statici quantomeno che i loro movimenti risultino decisamente impercettibili.

 

CREAZIONE DELL’IMMAGINE HDR

L’insieme dei fotogrammi della scena ripresa viene elaborato da specifici software dedicati. Questa fase di post produzione fonderà in unico fotogramma le informazioni che abbiamo precedentemente acquisito.

FORMATI RAW E HDR?

Un’altra modalità per ottenere immagini finali in pseudo-HDR è tramite l’impiego dei files nativi delle fotocamere avanzate: si tratta di file grezzi non compressi ovvero senza perdita di dati relativi ai dettagli dell’ immagine. Tali file a seconda della casa costruttrice della fotocamera sono noti in base alla loro estensione proprietaria come: RAW, NEF, CRW, DNG, ecc. Questi formati, ci permettono in fase di post-produzione di creare, da un unico scatto iniziale, ulteriori immagini sovra e sottoesposte.

CONSIGLI E TWEAK

  • Una procedura ideale consiste nell’effettuare abbastanza scatti affinché tutte le singole porzioni della ripresa siano esposte correttamente. Pertanto ogni scena avrà un proprio numero di scatti necessari a tale fine, normalmente si effettuano 3 riprese, ma senza dubbio lavorare su 5 scatti permette di ottenere dei risultati finali più raffinati.

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